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UE, raggiunto accordo tra Consiglio dell’UE e Parlamento sulla proposta per una nuova direttiva sui reati ambientali

Posted on 3 anni fa

Il 16 novembre 2023 la Presidenza del Consiglio dell’UE e i negoziatori del Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio sul testo della proposta di una nuova direttiva sui reati ambientali. La nuova direttiva, che andrebbe a sostituire l’ormai obsoleta direttiva del 2008, definisce con maggiore precisione i reati ambientali e ne aggiunge nuove tipologie ed inoltre stabilisce sanzioni al fine di proteggere meglio l’ambiente.

Nello specifico, le due istituzioni europee hanno deciso di comune accordo di aumentare da 9 a 18 il numero di reati ambientali attualmente previsti dal diritto penale dell’UE, ampliando e chiarendo, quindi, il concetto stesso di reato ambientale. I nuovi reati comprendono il traffico di legname, che è una delle principali cause di deforestazione in alcune parti del mondo, il riciclaggio illegale di componenti inquinanti delle navi e gravi violazioni della legislazione sulle sostanze chimiche.

Nel caso di persone fisiche che commettano uno dei reati previsti dalla direttiva, il testo stabilisce le seguenti sanzioni:

per i reati intenzionali che causano la morte di una persona, una pena detentiva massima di almeno dieci anni.

per i reati qualificati che causano risultati catastrofici, una pena detentiva massima di almeno otto anni.

per i reati commessi almeno per grave negligenza che causano la morte di una persona, una pena detentiva massima di almeno cinque anni.

per gli altri reati intenzionali previsti dalla legislazione, una pena detentiva massima di almeno cinque anni o di almeno tre anni.

Nel caso delle persone giuridiche, la legge prevede le seguenti sanzioni:

per i reati più gravi, un’ammenda massima pari ad almeno il 5% del fatturato mondiale complessivo della persona giuridica, o in alternativa 40 milioni di euro.

per tutti gli altri reati, una multa massima pari ad almeno il 3% del fatturato mondiale complessivo della persona giuridica, o in alternativa 24 milioni di euro.

L’accordo deve ancora essere confermato da entrambe le istituzioni prima di passare alla procedura di adozione formale.

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