L’8 gennaio 2026 il mercato elettrico europeo resta caratterizzato da forte volatilità e marcata frammentazione geografica. Nei Paesi nordici persiste un’elevata eterogeneità: in Svezia e Norvegia si osservano prezzi molto bassi in alcune zone (15–30 €/MWh), a fronte di valori superiori ai 100 €/MWh e picchi fino a 155–157 €/MWh in altre aree; la Finlandia si colloca intorno ai 79 €/MWh, mentre la Danimarca registra livelli elevati, circa 154 €/MWh. I Paesi baltici e l’Europa centro-orientale restano tra le aree più sotto pressione, con prezzi tra 184 e 186 €/MWh in Estonia, Lettonia e Lituania e un massimo di circa 196 €/MWh in Polonia; valori sostenuti si riscontrano anche in Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Romania, Bulgaria e Slovenia (165–171 €/MWh). L’Europa occidentale presenta prezzi ancora alti ma più differenziati, con Germania, Paesi Bassi e Belgio tra 133 e 154 €/MWh, Francia a circa 108 €/MWh e Austria e Svizzera intorno ai 142 €/MWh. Nel Sud Europa i valori sono più contenuti, con Italia e Serbia sui 125 €/MWh, Grecia a 87 €/MWh e Spagna e Portogallo poco sopra gli 80 €/MWh, confermando un mercato europeo fortemente disomogeneo.
Andamento dei prezzi dell’energia elettrica in Europa
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