Il mercato della plastica si trova in una fase di forte instabilità, dovuta a squilibri già presenti nella filiera europea e aggravati dalle recenti tensioni geopolitiche. Il settore della filiera del riciclo era già sotto pressione per la scarsa sostenibilità economica, tra prezzi energetici e petroliferi sfavorevoli e domanda insufficiente. A livello globale si è rafforzata la polarizzazione produttiva, con la Cina e l’Asia sempre più centrali nella produzione di polimeri a basso costo, mentre l’Europa resta più regolata ma anche più dipendente dalle importazioni. Le tensioni in Medio Oriente hanno poi aumentato la volatilità del prezzo del petrolio, con impatti diretti su tutta la filiera delle materie plastiche e sulla disponibilità dei materiali. La riduzione della capacità produttiva europea e la debolezza di alcuni settori industriali aggravano ulteriormente il quadro, comprimendo i margini e rendendo instabile l’intera catena del valore. Nel complesso si tratta di una crisi sempre più strutturale, che non si risolve nel breve periodo e che richiederebbe un coordinamento più efficace delle politiche industriali e regolatorie.
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