La crisi del mercato del riciclo delle plastiche non dipende solo dalle nuove restrizioni introdotte dal Regolamento UE 2024/1157, che limitano le esportazioni e aumentano gli oneri burocratici, ma anche da una domanda interna ancora insufficiente. Se da un lato le norme incentivano l’utilizzo di materiali riciclati attraverso obblighi e quote minime, dall’altro il riciclato continua a scontare una percezione di minor valore rispetto alla materia vergine, sia tra i trasformatori sia tra i consumatori. L’articolo analizza le cause di questa difficoltà e propone una riflessione sulla necessità di “nobilitare” il materiale riciclato attraverso trasparenza, tracciabilità e una comunicazione più efficace lungo tutta la filiera. Solo rendendo il riciclato un elemento riconosciuto e apprezzato dal mercato sarà possibile sostenere concretamente la transizione verso un’economia realmente circolare.
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