Nell’ultima settimana, i mercati elettrici europei hanno registrato un’impennata record dei prezzi all’ingrosso – con il valore medio italiano balzato oltre i 150 €/MWh e picchi orari straordinari nel Nord Europa – a causa di una convergenza di fattori climatici e infrastrutturali monitorata dalle borse energetiche e confermata dai principali centri di ricerca sul clima. L’ondata di caldo torrido ha fatto schizzare alle stelle la domanda di elettricità per il condizionamento, ma contemporaneamente il forte anticiclone ha azzerato la produzione eolica e ridotto l’efficienza dei pannelli solari per via del surriscaldamento. A questo calo delle rinnovabili si sono sommati i limiti tecnici del nucleare, costretto a ridurre la potenza a causa di fiumi troppo caldi per il raffreddamento, e alcuni guasti improvvisi agli impianti tradizionali; il sistema ha dovuto quindi fare massiccio affidamento sulle centrali a gas, il cui costo resta volatile e appesantito dai prezzi elevati delle quote di emissione di CO2, svelando la vulnerabilità di una rete europea ancora a corto di sistemi di accumulo e batterie su larga scala.
Impennata dell’energia elettrica: perché i prezzi sono improvvisamente decollati in Europa
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