Si è tenuta a Mestre il 15 maggio 2026 l’Assemblea annuale del Consorzio: un momento per fare squadra ma anche un’occasione di fare il punto sullo stato del comparto.
Poche cose possono essere più noiose e poco stimolanti (seppure sia un adempimento obbligatorio sul piano formale) dell’Assemblea di una qualsiasi organizzazione: lettura stanca dei dati di bilancio, discorsi di circostanza e poi tutti a casa…
L’Assemblea del Consorzio C.A.R.P.I, sotto la guida appassionata del Presidente Luciano Pazzoni, alla presenza di oltre 60 imprenditori, è stata tutto il contrario: la parte formale, che presentava per altro risultati assolutamente lusinghieri, è stata limitata al massimo e, prima e dopo, largo spazio al dibattito delle idee e dei programmi.
Ha senz’altro aiutato la presenza di Ton Emans, Presidente di Plastic Recyclers Europe, l’organizzazione europea che rappresenta il riciclo di materie plastiche, che – con un intervento breve, ma incisivo -, ha magistralmente presentato il difficile momento del comparto, al centro di una vera e propria “tempesta perfetta”, senza indulgere a vittimismi, ma neppure a facili ottimismi, visto che l’apparente boccata d’ossigeno degli ultimi due mesi è frutto di una situazione eccezionale e non certo auspicabile come la “Guerra di Hormuz”.
A seguire, è intervenuto da remoto, perché impossibilitato ad essere presente, il Direttore generale del Consorzio Corepla, Giovanni Bellomi, che ha sottolineato la crescente importanza dell’attività delle Imprese riunite in C.A.R.P.I. per il raggiungimento degli obiettivi di riciclo degli imballaggi in plastica e auspicato per il futuro che i flussi di film da imballaggio da “commercio & industria” non gestiti da Corepla, ma avviati a riciclo autonomamente dalle imprese del settore, siano tracciati unicamente da C.A.R.P.I. per disporre di un dato metodologicamente omogeneo.
Con un’apertura di respiro così strategico, è stato poi facile impostare un’assemblea incentrata sui contenuti. Molto opportunamente il Direttore generale del Consorzio, Alfeo Mozzato, ha voluto, prima di entrare nel merito delle attività svolte, sottolineare la natura stessa di C.A.R.P.I.: un consorzio di Imprese così come previsto dall’art. 2602 del Codice Civile, con il quale “più imprenditori istituiscono un’organizzazione comune per la disciplina o per lo svolgimento di determinate fasi delle rispettive imprese”.
Un’organizzazione, quindi, di “filiera” (oltre ai riciclatori riunisce anche recuperatori, produttori di imballaggi in plastica e fornitori di prodotti e servizi alle Imprese del settore) con scopi economici, in cui i partecipanti condividono alcune attività per razionalizzarle ed efficientarle, che è tutt’altro sia rispetto ad un’associazione imprenditoriale, finalizzata principalmente alla rappresentanza istituzionale e sindacale, sia ad un consorzio per la “responsabilità estesa del produttore”, che è la forma associata con cui le imprese assolvono agli obblighi di legge in materia EPR.
Dopo questa doverosa e “sostanziale” premessa “, è stata illustrata la strategia seguita nella comunicazione esterna del Consorzio, finalizzata a contestualizzare e rendere comprensibile la situazione complessa in cui il comparto è chiamato ad operare. Utile anche a introdurre alle nuove sfide normative spesso volte di più ad impedire l’attività imprenditoriale, piuttosto che incentivarla. Si è parlato della direttiva sulla tutela penale dell’ambiente, del regolamento europeo sugli imballaggi (PPWR) e di quello sulle spedizioni transfrontaliere di rifiuti. Non è mancato un accenno al regime EPR nazionale per tutti i beni in plastica e gomma diversi dagli imballaggi e dai beni in polietilene che il MASE sta approntando.
Il Presidente, infine, ha voluto testimoniare la collegialità della gestione e l’importanza dei CdA quale momento di elaborazione e non di mera ratifica, chiedendo di intervenire al Vice – Presidente Thomas Zanutto di Proxital e ai Consiglieri Simona Malaspina di ReLife Plastic Packaging e Renzo Mereu di Leo Viridis, per portare la voce diretta di chi è quotidianamente impegnato nella gestione aziendale e che meglio di tutti può cogliere il valore aggiunto rappresentato dall’appartenenza consortile.
Un evento durato poco più di due ore e mezza, seguito da un momento conviviale, ma particolarmente denso e interessante, che ha visto la partecipazione quasi esclusivamente “in presenza” dei Consorziati, compresi quelli provenienti dalle sedi più lontane, i quali hanno comunque scelto di affrontare una lunga trasferta.
Una presenza che testimonia la considerazione attribuita all’appartenenza al Consorzio e il forte “spirito di squadra” sviluppatosi negli anni: dai primi nove “soci fondatori” si è arrivati oggi a un Consorzio composto da oltre 60 aziende che, nel 2025, ha avviato a recupero e riciclo oltre 480.000 tonnellate di rifiuti plastici provenienti da superfici private.




