Al 10 settembre 2025, il contesto produttivo italiano resta fortemente condizionato da un costo dell’energia tra i più alti d’Europa, con una media di 121,45 €/MWh e una variazione ancora in lieve aumento, mentre altri Paesi industriali registrano forti ribassi, come la Francia (16,63 €/MWh) e la Spagna (60,76 €/MWh). In un momento in cui la competitività si gioca anche sui costi fissi, questo squilibrio pesa in modo particolare su chi trasforma materie plastiche e impiega processi energivori. Sul versante delle materie prime, la situazione è più articolata: l’etilene e lo stirene sono in calo, offrendo un margine di sollievo su alcuni fronti, mentre il propilene, componente chiave per molte lavorazioni, registra un forte aumento, toccando 780 €/ton in Europa. La combinazione tra costi energetici elevati e l’andamento incerto delle materie prime richiede oggi scelte produttive più attente, una pianificazione più prudente e un controllo continuo sui costi di acquisto.
Energia cara in Italia, ma materie prime contrastano il trend europeo
Articoli recenti
- Scorte petrolifere ai minimi: prezzi del Brent sotto pressione Ottobre 9, 2026
- Germania, industria contro la nuova plastic tax Ottobre 9, 2026
- RENTRI, raddoppia a 30 minuti il tempo per il rollback del FIR digitale Ottobre 2, 2026
- Ecomondo a Rimini 2026, ecco le aziende consorziate C.A.R.P.I. che parteciperanno Ottobre 2, 2026
- MASE: Tavolo di crisi del riciclo della plastica del 23/09/2026 Settembre 24, 2026




