Dal 20 maggio 2024 è entrata in vigore la Direttiva UE 2024/1203, che rafforza la tutela penale dell’ambiente e introduce nuove categorie di reati. La direttiva prevede sanzioni più severe in caso di danni gravi, diffusi o irreversibili, e fissa al 21 maggio 2026 il termine per il recepimento da parte degli Stati membri. Il 20 gennaio 2026, il Consiglio dei ministri ha avviato l’iter di recepimento in Italia approvando in via preliminare il decreto legislativo attuativo della direttiva. Il provvedimento, una volta completato l’iter parlamentare, aggiornerà il Codice penale sugli eco-delitti, rafforzerà le aggravanti, adeguerà le sanzioni per persone fisiche e giuridiche e disciplinerà la responsabilità delle imprese secondo il Dlgs 231/01. Il decreto prevede inoltre l’istituzione del Sistema di coordinamento nazionale per il contrasto alla criminalità ambientale e la futura pubblicazione della Strategia nazionale anti-crimine ambientale entro il 21 maggio 2027.
Tutela penale dell’ambiente: iniziato l’iter per recepire la Direttiva UE 2024/1203
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