La Germania si prepara a introdurre dal 1° luglio 2027 una nuova imposta di 550 euro per tonnellata di plastica contenuta negli imballaggi, con un gettito stimato in circa 1,5 miliardi di euro l’anno, ma il progetto è già al centro delle proteste dell’industria. Le associazioni della filiera, riunite nell’iniziativa Wir sind Kunststoff, denunciano rischi per la competitività, nuovi oneri burocratici e possibili distorsioni della concorrenza, contestando anche l’ampiezza della tassa, che potrebbe interessare imballaggi, film e semilavorati e, nel caso dei multimateriali, prodotti con oltre il 5% di plastica in peso. Preoccupano inoltre i costi amministrativi, stimati in 44,1 milioni di euro annui per le imprese, e l’impatto sull’amministrazione pubblica, con 283,5 milioni di euro di costi cumulati e 788 nuovi posti nella dogana entro il 2029. La filiera critica anche il criterio ambientale, perché il prelievo sarebbe basato sul peso della plastica senza considerare riciclabilità, contenuto di riciclato o altre caratteristiche dell’imballaggio, e propone invece di rafforzare l’ecomodulazione dei contributi, premiando gli imballaggi più facilmente riciclabili e con maggiore contenuto di materie prime seconde. La nuova imposta, ancora da approvare, sarebbe inoltre distinta dal contributo già applicato in Germania ad alcune categorie di prodotti monouso in plastica e si inserirebbe nel più ampio quadro di attuazione del nuovo PPWR.
Germania, industria contro la nuova plastic tax
Articoli recenti
- Scorte petrolifere ai minimi: prezzi del Brent sotto pressione Ottobre 9, 2026
- Germania, industria contro la nuova plastic tax Ottobre 9, 2026
- RENTRI, raddoppia a 30 minuti il tempo per il rollback del FIR digitale Ottobre 2, 2026
- Ecomondo a Rimini 2026, ecco le aziende consorziate C.A.R.P.I. che parteciperanno Ottobre 2, 2026
- MASE: Tavolo di crisi del riciclo della plastica del 23/09/2026 Settembre 24, 2026




