Sul riciclo una tempesta perfetta

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Dal globale al particolare: se c’è l’intenzione di tutelare la filiera del riciclo Made in Italy, occorrono interventi concreti. Il punto di vista del Consorzio C.A.R.P.I.

Consorzio C.A.R.P.I.
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Per superare la crisi del riciclo delle materie plastiche ci vuole un “patto di filiera”

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La crisi del mercato del riciclo delle plastiche non dipende solo dalle nuove restrizioni introdotte dal Regolamento UE 2024/1157, che limitano le esportazioni e aumentano gli oneri burocratici, ma anche da una domanda interna ancora insufficiente. Se da un lato le norme incentivano l’utilizzo di materiali riciclati attraverso obblighi e quote minime, dall’altro il riciclato continua a scontare una percezione di minor valore rispetto alla materia vergine, sia tra i trasformatori sia tra i consumatori. L’articolo analizza le cause di questa difficoltà e propone una riflessione sulla necessità di “nobilitare” il materiale riciclato attraverso trasparenza, tracciabilità e una comunicazione più efficace lungo tutta la filiera. Solo rendendo il riciclato un elemento riconosciuto e apprezzato dal mercato sarà possibile sostenere concretamente la transizione verso un’economia realmente circolare.

Pichetto Fratin: «La plastica è strategica, va sostenuta tra riciclo, innovazione e competitività»

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Nel suo videomessaggio agli Stati Generali della Plastica di Plast 2026, il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha ribadito il ruolo strategico dell’industria della plastica e della gomma per l’innovazione, l’occupazione e lo sviluppo dell’economia circolare. Ha sottolineato l’importanza di un utilizzo responsabile della plastica, capace di coniugare benefici ambientali, sostenibilità e competitività. Tra le priorità indicate dal Governo figurano il rafforzamento dei sistemi di responsabilità estesa del produttore (EPR), maggiori controlli sulle importazioni extra-UE e il sostegno all’impiego di materiali riciclati.

PLASTICA, UN MERCATO NELLA TEMPESTA

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Il mercato della plastica si trova in una fase di forte instabilità, dovuta a squilibri già presenti nella filiera europea e aggravati dalle recenti tensioni geopolitiche. Il settore della filiera del riciclo era già sotto pressione per la scarsa sostenibilità economica, tra prezzi energetici e petroliferi sfavorevoli e domanda insufficiente. A livello globale si è rafforzata la polarizzazione produttiva, con la Cina e l’Asia sempre più centrali nella produzione di polimeri a basso costo, mentre l’Europa resta più regolata ma anche più dipendente dalle importazioni. Le tensioni in Medio Oriente hanno poi aumentato la volatilità del prezzo del petrolio, con impatti diretti su tutta la filiera delle materie plastiche e sulla disponibilità dei materiali. La riduzione della capacità produttiva europea e la debolezza di alcuni settori industriali aggravano ulteriormente il quadro, comprimendo i margini e rendendo instabile l’intera catena del valore. Nel complesso si tratta di una crisi sempre più strutturale, che non si risolve nel breve periodo e che richiederebbe un coordinamento più efficace delle politiche industriali e regolatorie.

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