Abbiamo sempre creduto che l’”economia circolare” fosse una grande opportunità non solo per l’ambiente, ma anche per gli attori economici che vi si impegnano. Proprio perché convinta di questo, la filiera italiana del riciclo delle plastiche in questi anni ha investito e sperato, contando sul fatto di essere “dalla parte giusta della storia” e, per questo, destinata a raccogliere i frutti di tutto l’impegno e dei tanti sforzi.
Sul riciclo una tempesta perfetta
Dal globale al particolare: se c’è l’intenzione di tutelare la filiera del riciclo Made in Italy, occorrono interventi concreti. Il punto di vista del Consorzio C.A.R.P.I.
Per superare la crisi del riciclo delle materie plastiche ci vuole un “patto di filiera”
La crisi del mercato del riciclo delle plastiche non dipende solo dalle nuove restrizioni introdotte dal Regolamento UE 2024/1157, che limitano le esportazioni e aumentano gli oneri burocratici, ma anche da una domanda interna ancora insufficiente. Se da un lato le norme incentivano l’utilizzo di materiali riciclati attraverso obblighi e quote minime, dall’altro il riciclato continua a scontare una percezione di minor valore rispetto alla materia vergine, sia tra i trasformatori sia tra i consumatori. L’articolo analizza le cause di questa difficoltà e propone una riflessione sulla necessità di “nobilitare” il materiale riciclato attraverso trasparenza, tracciabilità e una comunicazione più efficace lungo tutta la filiera. Solo rendendo il riciclato un elemento riconosciuto e apprezzato dal mercato sarà possibile sostenere concretamente la transizione verso un’economia realmente circolare.
Ancora sul regolamento UE per l’EoW della plastica – l’infinitesima prova di maturità richiesta all’industria del riciclo europeo
MASE – Commissione europea, Regolamento (UE) 2024/1157: proroga al 2027 del sistema DIWASS e gestione transitoria dell’Allegato VII
Una nuova sfida per l’industria del riciclo delle plastiche
Una nuova sfida per l’industria del riciclo delle plastiche









