MASE: Tavolo di crisi del riciclo della plastica del 23/09/2026
Prima il green new deal, ora la transizione ecologica diventa un altro percorso ad ostacoli?
Abbiamo sempre creduto che l’”economia circolare” fosse una grande opportunità non solo per l’ambiente, ma anche per gli attori economici che vi si impegnano. Proprio perché convinta di questo, la filiera italiana del riciclo delle plastiche in questi anni ha investito e sperato, contando sul fatto di essere “dalla parte giusta della storia” e, per questo, destinata a raccogliere i frutti di tutto l’impegno e dei tanti sforzi.
End of Waste: la programmazione MASE per il 2026
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Tavolo di crisi del riciclo della plastica: il tavolo MASE apre il confronto, ma il settore chiede regole più semplici e tempi certi
Tavolo di crisi del riciclo della plastica: il tavolo MASE apre il confronto, ma il settore chiede regole più semplici e tempi certi
Sul riciclo una tempesta perfetta
Dal globale al particolare: se c’è l’intenzione di tutelare la filiera del riciclo Made in Italy, occorrono interventi concreti. Il punto di vista del Consorzio C.A.R.P.I.
Ancora sul regolamento UE per l’EoW della plastica – l’infinitesima prova di maturità richiesta all’industria del riciclo europeo
Le sorprese non finiscono mai… siamo in Italia!!!
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Una nuova sfida per l’industria del riciclo delle plastiche
Una nuova sfida per l’industria del riciclo delle plastiche
Industria della filiera del riciclo meccanico dei rifiuti plastici: campionessa nei risultati, ma da sola nel quotidiano
L’industria del riciclo meccanico dei rifiuti plastici: eccellenza italiana lasciata sola
L’Italia si conferma leader in Europa per risultati nel riciclo meccanico della plastica, ma dietro ai numeri da primato si nasconde una realtà fragile. Le imprese del settore operano in un contesto segnato da burocrazia soffocante, energia costosa, normative caotiche e assenza di una strategia industriale chiara.
Il 2025 vede ancora una volta aziende resilienti lottare quotidianamente contro instabilità energetica, forniture incostanti e regole in continuo mutamento. Il quadro normativo italiano rallenta lo sviluppo e soffoca l’innovazione, mentre l’export è frenato da vincoli sempre più stringenti.
La verità? L’economia circolare non può reggersi solo sul coraggio delle imprese. Servono tutele concrete, una visione lungimirante e un sistema energetico accessibile e sostenibile. È tempo che la politica affianchi chi lavora ogni giorno per trasformare i rifiuti in valore, prima che il sistema raggiunga il punto di rottura.










