Abbiamo sempre creduto che l’”economia circolare” fosse una grande opportunità non solo per l’ambiente, ma anche per gli attori economici che vi si impegnano. Proprio perché convinta di questo, la filiera italiana del riciclo delle plastiche in questi anni ha investito e sperato, contando sul fatto di essere “dalla parte giusta della storia” e, per questo, destinata a raccogliere i frutti di tutto l’impegno e dei tanti sforzi.
Sul riciclo una tempesta perfetta
Dal globale al particolare: se c’è l’intenzione di tutelare la filiera del riciclo Made in Italy, occorrono interventi concreti. Il punto di vista del Consorzio C.A.R.P.I.
Tutela penale dell’ambiente: iniziato l’iter per recepire la Direttiva UE 2024/1203
Dal 20 maggio 2024 è entrata in vigore la Direttiva UE 2024/1203, che rafforza la tutela penale dell’ambiente introducendo nuove categorie di reati ambientali e un inasprimento del quadro sanzionatorio. La direttiva prevede sanzioni più severe nei casi di danni gravi, diffusi o irreversibili e fissa al 21 maggio 2026 il termine per il recepimento da parte degli Stati membri.
Reati ambientali: la stretta italiana e la svolta europea del maggio 2026
Il DDL Terra dei Fuochi introduce pene più severe per i reati ambientali in Italia, mentre entro il 2026 sarà recepita la Direttiva UE 2024/1203, che amplia i reati, rafforza le sanzioni e impone una revisione del diritto penale ambientale. Un cambiamento profondo che solleva anche interrogativi sull’efficacia di un sistema sempre più complesso.







