Mercato europeo del PE in fase ribassista prolungata tra domanda debole e offerta abbondante

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Il mercato europeo del polietilene (PE) continua a mostrare una tendenza ribassista, sostenuta da una domanda debole e da un’elevata disponibilità di materiale. Nonostante la diminuzione dei costi dell’etilene, i prezzi del PE stanno registrando cali più marcati a causa della forte pressione competitiva e della prudenza degli acquirenti. Le scorte ancora elevate presso i trasformatori limitano la necessità di nuovi approvvigionamenti, mentre la domanda finale non offre segnali di ripresa. In assenza di un miglioramento dei consumi, le prospettive di breve termine restano orientate verso ulteriori riduzioni dei prezzi.

Pichetto Fratin: «La plastica è strategica, va sostenuta tra riciclo, innovazione e competitività»

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Nel suo videomessaggio agli Stati Generali della Plastica di Plast 2026, il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha ribadito il ruolo strategico dell’industria della plastica e della gomma per l’innovazione, l’occupazione e lo sviluppo dell’economia circolare. Ha sottolineato l’importanza di un utilizzo responsabile della plastica, capace di coniugare benefici ambientali, sostenibilità e competitività. Tra le priorità indicate dal Governo figurano il rafforzamento dei sistemi di responsabilità estesa del produttore (EPR), maggiori controlli sulle importazioni extra-UE e il sostegno all’impiego di materiali riciclati.

LOGO CARPI E GRANULO COLORATO
LOGO CARPI E GRANULO COLORATO

Industria della filiera del riciclo meccanico dei rifiuti plastici: campionessa nei risultati, ma da sola nel quotidiano

L’industria del riciclo meccanico dei rifiuti plastici: eccellenza italiana lasciata sola
L’Italia si conferma leader in Europa per risultati nel riciclo meccanico della plastica, ma dietro ai numeri da primato si nasconde una realtà fragile. Le imprese del settore operano in un contesto segnato da burocrazia soffocante, energia costosa, normative caotiche e assenza di una strategia industriale chiara.

Il 2025 vede ancora una volta aziende resilienti lottare quotidianamente contro instabilità energetica, forniture incostanti e regole in continuo mutamento. Il quadro normativo italiano rallenta lo sviluppo e soffoca l’innovazione, mentre l’export è frenato da vincoli sempre più stringenti.

La verità? L’economia circolare non può reggersi solo sul coraggio delle imprese. Servono tutele concrete, una visione lungimirante e un sistema energetico accessibile e sostenibile. È tempo che la politica affianchi chi lavora ogni giorno per trasformare i rifiuti in valore, prima che il sistema raggiunga il punto di rottura.

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