Rassegna Stampa
Nuovo socio in CARPI
Da pochi giorni è entrata a far parte della nostra squadra l'azienda New Management Srl di Teverola, Caserta. Una realtà industriale creata da giovani imprenditori ma con una lunga esperienza alle spalle nel settore delle materie plastiche.
New Management andrà a far parte della nutrita struttura consortile del CARPI sotto la categoria dei produttori. Dopo l'ingresso di Seleambiente di Battipaglia New Management è la seconda azienda campana ad entrare a far parte di CARPI negli ultimi mesi. Il vento sta cambiando.
Una nuova apertura all'Europa
di PlasticaVerde.it
Il consorzio autonomo di riciclatori, raccoglitori e produttori di imballaggi in plastica, apre
all'Europa.
Tra i soci sostenitori di Carpi fa il suo ingresso Interseroh, riciclatore e trader tedesco di
materiali rigenerati, parte del gruppo Alba; quest'ultima è una delle otto realtà che in Germania
gestiscono l’eredità del Duales System Deutschland.
"Con l’ingresso di Interseroh, il Consorzio ottiene notevoli benefici, non solo per la qualità
imprenditoriale del nuovo socio, che non può che spingere più avanti il ruolo del Consorzio, ma
soprattutto per la levatura internazionale della società, che consentirà un più agevole affaccio
sugli scenari europei", afferma Alfeo Mozzato, Direttore Generale del Consorzio Carpi.
Attiva in Italia soprattutto come trader nel campo degli imballaggi cellulosici e plastici, Interseroh
è presente a livello globale con 1.800 dipendenti; nel 2010 ha movimentato circa 4,5 milioni di
tonnellate di rifiuti recuperabili.
First Estonian low-grade plastics recycling centre unveiled
The first facility for recycling low-grade plastics waste in Estonia has opened in Jarva County thanks to a locally developed technology that claims to drastically reduce sorting problems.
A joint venture between municipal waste company Vaatsa Prugila and recycling specialist Rexest Grupp, the plant will use material, mainly derived from household waste, to produce plastic flakes that can be used for items such as lawn furniture and construction materials. Rexest Chaiman said his company's technology allows various types of packaging, such as bottles, yogurt pots and plastic bags, to be processed together, eliminating the sorting issues that have held back many recycling companies from handling mixed plastics waste.
The facility will initially take in waste only from central Estonia, but Mr Saarevali said his company is looking to expand if the business proves sucessful.
La parola d'ordine è liberalizzare, ma non tutti i settori
di Polimerica.it
[AGGIORNAMENTO 25 gennaio 2012]: Nel testo definitivo del Decreto Legge sulle
liberalizzazioni ("Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la
competitività") pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 19 del 24/01/2012, è tornato l'articolo 26 -
Misure in favore della concorrenza nella gestione degli imballaggi e dei rifiuti da imballaggio e
per l'incremento della raccolta e recupero degli imballaggi.
Leggi qui
.
TESTO ORIGINALE: Tra i tanti misteri che circondano il decreto sulle liberalizzazioni varato
venerdì scorso dal Governo Monti, non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale, possiamo
annoverare anche la sparizione (nei testi provvisori che stanno circolando in queste ore) di due
articoli che riguardavano il mondo degli imballaggi. Nel primo veniva introdotto un deposito
cauzionale per alcune tipologie di packaging (nel caso della plastica, per bottiglie e contenitori
alimentari), nell'altro si rendeva più semplice la creazione di consorzi autonomi di produttori di
imballaggi, alternativi al sistema Conai, per la raccolta, vendita, trasporto e stoccaggio di rifiuti
di imballaggi, nonché per il loro recupero, pur limitato a volumi fino a 100 tonnellate o 1.000
metri cubi. Doveva essere l'articolo 44, poi il 40 e, infine, il 26. Nell'ultima bozza pubblicata
online dal Sole 24 Ore ( leggi qui ) entrambi gli articoli sono spariti.
Sul deposito cauzionale c'è poco da dire: avrebbe fornito risorse alle casse dello stato, al
prezzo però della messa in marcia di una macchina organizzativa complessa e costosa, che
avrebbe finito con tutta probabilità per originare più oneri che benefici per la collettività. Si può
ragionevolmente ritenere che saranno in pochi a lamentarsi della sua scomparsa dal decreto.
Per quanto concerne una parziale liberalizzazione della raccolta e riciclo dei rifiuti, oggi gestiti
da Conai e da un paio di consorzi privati (Conip e PARI), il dibattito è aperto: i fautori del
provvedimento sottolineano i benefici in termini di un maggior recupero dei rifiuti da imballaggio
terziari e industriali, oggi non contemplati dalla raccolta differenziata urbana. Con la previsione
di una riduzione dei costi complessivi del sistema grazie ad una maggior concorrenza tra gli
operatori privati. Chi è contrario teme invece una frammentazione del sistema, con
conseguenze in termini di efficienza ed equità, che finirebbero per sfavorire soprattutto le aree
più disagiate del paese, ad esempio le isole, dove è più costosa e meno remunerativa la
raccolta differenziata e le successive fasi di selezione e riciclo.
Non resta che aspettare la pubblicazione in GU del decreto e una spiegazione sulle ragioni che
hanno spinto il Governo prima a inserirli in bozza e poi a rimuoverli.



