2010, CARPI cresce.
14 maggio 2010 - Il Consorzio CARPI (Consorzio Autonomo Riciclo Plastica Italia) cresce: in occasione dell’Assemblea straordinaria del Consorzio è stata approvata la modifica dello Statuto consortile che, mentre allarga, con una nuova formulazione della denominazione, il campo di attività a tutta la filiera della plastica e non più ai soli imballaggi, allarga anche la composizione del Consorzio stesso: non più limitato ai soli riciclatori, ma aperto anche alla partecipazione dei produttori di imballaggi in materiale plastico ed alle imprese che effettuano la raccolta e la cernita di rifiuti in plastica.
In tal modo CARPI cessa di essere il Consorzio di una sola categoria per diventare un Consorzio “di sistema”, in grado di rappresentare e servire tutti gli attori di questo complesso scenario, per favorire una gestione ambientalmente compatibile di questi rifiuti e soprattutto garantire il loro riciclo.
Chi infatti, più di un consorzio promosso dai riciclatori può assicurare la piena soddisfazione agli obblighi di recupero e riciclo, che le norme comunitarie e nazionali impongono al settore? Stringere assieme la mission ambientale e le ragioni dell’impresa costituisce il mezzo più efficace per rompere una situazione di fatto che ci vede dipendere dalle importazioni di petrolio e di materia prima, per produrre materiali che spesso, a fine vita, vengono distrutti perché impiegati come combustibile.
Il riciclo industriale è invece in grado di dare, anche alla plastica, una nuova vita, sia come imballaggio che come manufatto, con un contributo determinante all’equilibrio non solo ambientale ma anche economico del nostro Paese.
Il Consorzio CARPI è il gestore del “Sistema PARI”, il primo sistema autonomo di gestione dei rifiuti di imballaggio in plastica, che –al di fuori del sistema CONAI e con costi nettamente inferiori a quelli del Contributo Ambientale- assicura ad un produttore di imballaggi la corretta gestione dei rifiuti dagli stessi generati, il pieno rispetto degli obblighi comunitari (con il raggiungimento di performance nettamente superiori ad esperienze consortili consolidate) e il totale impiego dei rifiuti raccolti nella catena del riciclo e della produzione di nuovi materiali. Un’esperienza unica nel panorama nazionale, che ha suscitato grande interesse e che può diventare esempio di riferimento per una riforma della normativa nazionale e dello stesso Sistema CONAI, che è tuttora rimasto immutato rispetto alle origini, benché siano passati ormai dodici anni dalla sua costituzione. In questi anni molto è cambiato, dalla crescita dell’industria del riciclo all’intero quadro economico italiano e mondiale, rendendo sempre più necessario il cambiamento. Anche nelle abitudini del consumatore il passaggio dall’usa e getta all’usa e ricicla sta assumendo sempre più la caratteristica di una necessità, non più solo di una consapevole scelta.
Per questo CARPI si è tempestivamente dato una nuova fisionomia in accordo con i tempi, che sia in grado di coniugare il principio della sostenibilità ambientale con la ricerca di soluzioni economiche vantaggiose per le imprese e per il Paese: l’Italia è un Paese povero di materia prima e la produzione di imballaggi in plastica, con particolare evidenza, è l’icona dell’usa e getta, una modalità di consumo incoraggiata ed indotta da una visione “petroliera” del mondo, aliena dalla visione di lungo periodo perché sorretta dalla volontà di ottimizzare nell’immediato il valore di una risorsa controllata.
CARPI è portatore di un visione completamente diversa, poiché il riciclatore trova nell’imballaggio a fine vita la propria materia prima, allungando la vita dei polimeri e modificando il ciclo di vita dell’imballaggio, passando dall’usa e getta all’usa e recupera, minimizzando e differendo sempre più nel tempo il momento dello smaltimento finale.
Nella stessa occasione sono state approvate nuove adesioni al Consorzio, che aumenta così anche la propria base: una crescita in qualità ed in quantità che costituisce un impegno ed una promessa per il nostro futuro.
Le origini
Il Consorzio CARPI, nasce dalla volontà dei principali imprenditori, di riferimento del settore del riciclo, di fare sistema, nel settore del recupero di rifiuti di imballaggio secondari e terziari, provenienti da superfici private.
L'idea è di proporsi quale strumento privato per la gestione dei rifiuti da imballaggio, implementando un controllo integrato su tutto il ciclo di vita dell'imballaggio stesso, il tutto con costi nettamente inferiori ad altri sistemi esistenti, e nell'assoluto rispetto del protocollo di Kyoto. Nell'agosto del 2007 l'idea diventa realtà, con la costituzione del Consorzio denominato C.A.R.P.I. (Consorzio Autonomo Riciclatori Plastica Imballaggi oggi divenuto Consorzio Autonomo Riciclo Plastica Italia) che riunisce le maggiori aziende italiane che operano nel settore del riciclaggio dei rifiuti da prodotti e imballaggi secondari e terziari. Le consorziate rappresentano allo stato attuale oltre i due terzi del mercato nazionale.
Il neonato Consorzio, si presenta al "grande pubblico" già nel novembre del 2007 alla prestigiosa fiera "ECOMONDO" di Rimini, dove suscita l'interesse di operatori pubblici e privati e delle istruzioni. Una partenza positiva, che permette al Consorzio di creare da subito progetti con obiettivi certi, grazie alla competenza dei consorziati e dello staff, che unisce valore e passione per il rispetto dell'ambiente.
Il Consorzio CARPI oggi è punto di incontro tra l'eccellenza dell'evoluzione tecnologica delle Imprese private e la Sostenibilità Ambientale.